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Troppi premietti, quali sono i rischi?

Molto spesso capita di sentire alcuni proprietari esclamare: “Mi ascolta solo se ho i premi!” Ed effettivamente alcuni cani sembrano voler capire quello che gli chiediamo solamente alla vista di un bel premietto succulento. Ma perché il cane si comporta così?



Indice


Capire il comportamento del cane


Prima di tutto, quando si cerca di capire un determinato comportamento, bisognerebbe sempre ragionare con la testa di un cane e mettersi nella sua pelliccia! Cercare di vedere il mondo e interpretarlo con la sua mente ci consente di avere una prospettiva diversa sul perché dei suoi comportamenti. Se il cane non ascolta quando gli viene fatta una richiesta potrebbe significare che quello che gli stiamo chiedendo non è chiaro o che non sia stata impostata con lui una corretta relazione. Un esempio: la posizione del corpo e i gesti che fai quando chiedi un “seduto”, sono gli stessi con e senza premio? Banalmente la posizione del nostro corpo potrebbe assume una postura diversa: con il premio si tende a stare più eretti con la schiena (quasi per paura che il nostro cane ce lo rubi dalle mani!), mentre senza premio si tende a piegarsi sul cane, quasi urlandogli nelle orecchie perché appunto sembra non capire quello che gli stiamo dicendo.


Questa differenza di postura per noi sembra irrilevante me per il cane, che più di tutto fa attenzione alla mimica del nostro corpo piuttosto che alle parole, è fondamentale.

La gestione del cibo-premio


Un altro aspetto legato al fatto che il cane non risponde a una nostra richiesta risiede nell’errata gestione del cibo-premio. Eseguire esercizi sempre in adescamento (il bocconcino-calamita) fa si che il cane non comprenda esattamente ciò che sta avvenendo. Egli segue con il naso la scia del premio e si posiziona dove riesce a mangiarlo meglio.


Questo approccio serve inizialmente per far capire al cane cosa vogliamo da lui, ma poi la frequenza di somministrazione del premio dovrà diradarsi in favore della felicità del proprietario che scaturisce dall’esecuzione di un esercizio corretto da parte del cane. In altre parole, il premio è solo uno strumento con il quale gratifichiamo un comportamento o insegniamo un movimento.





Come diventare un punto di riferimento per il cane


Affinché il cane abbia sempre voglia di assecondare una nostra richiesta dovremmo migliorare la relazione con lui, ovvero far sì che il cane sia sempre interessato a noi e che ci veda come figure di riferimento: il cane non si deve sedere perché ha il bocconcino davanti ma perché sa che ogni volta che si siede il suo amico bipede è felice e lo gratifica con elogi, giochi e carezze.


Il proprietario a sua volta dovrebbe comprendere che il cane non è un robottino o un soldatino che deve eseguire dei comandi e obbedire sempre e incondizionatamente, ma è un compagno di vita che va guidato, stimolato e capito. Solo aumentando il valore della relazione il nostro amico ci ascolterà, e lo farà perché avrà piacere di farlo e non solamente perché stimolato da un pezzettino di cibo. Ti è piaciuto questo articolo? Segui il nostro blog Holi Magazine! Per te e il tuo amico a 4 zampe, tante news e consigli sul mondo canino.



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